All’interno della Scuola dell’Infanzia Buzzoni si da molta importanza alle possibilità di apprendimento In natura.
La struttura della scuola ha già in sé tre possibilità di esplorazione dentro i cancelli: un cortile di sassi, un orto, un prato e un giardino alberato. Spazi diversi, comunicanti tra di loro, circondano sui tre lati gli spazi al chiuso della scuola. Siamo alle porte di Milano in un contesto che è ancora per fortuna preservato dal punto di vista dei campi che circondano l’abitato.

Questa posizione di piccolo paese (in realtà frazione di un comune ben più ampio) con i campi attorno è una situazione privilegiata in cui è possibile muoversi in sicurezza con l’ottantina di bambini che frequentano la scuola. Avere i campi vicini permette infatti di abitare anche lo spazio pubblico e collettivo ogni settimana con un’uscita dai cancelli della scuola, un attraversamento pedonale tra le case e un’immersione nei campi del Carengione, un incontro nella chiesa della frazione, la visita ad una mostra nello spazio espositivo del comune, la festa con cui si abita la piazza di Mezzate.

Questa dimensione ambientale, sia interna alla scuola che nei dintorni, ha permesso negli anni di consolidare un movimento di esplorazione che si fa perno centrale dell’esperienza didattica proposta agli alunni che la frequentano. Una didattica che si fa attiva, di ricerca continua, poco prevedibile che richiede al corpo docente di definire linee di sviluppo e non programmi rigidi e predefiniti per poter accogliere le osservazioni preziose e le sollecitazioni che nascono nel dialogo tra dentro e fuori, tra alunni e insegnanti, tra contesto scolastico e comunità territoriale.

L’apprendimento in natura per come viene praticata all’interno della scuola, ha assunto su di sé i principi dell’outdoor education come proposta pedagogica che offre esperienze di tipo percettivo- sensoriale e attività sociomotorie ed esplorative orientate alla ricerca. Non è infatti sufficiente uscire dall’aula per poter parlare di outdoor education: in un’esperienza pedagogica di questo tipo non mancano mai l’interdisciplinarietà, l’attivazione delle relazioni interpersonali, l’attivazione di relazioni ecosistemiche. Le realtà presenti sul territorio urbano diventano luoghi da attraversare, spazi di incontri e apprendimento diretto e concreto con il mondo reale e il coinvolgimento nella sua interezza del soggetto in formazione (dimensioni cognitiva, fisica, affettiva e relazionale).

In tutto questo processo la dimensione corporea è centrale: le capacità sensoriali sono stimolate da una moltitudine di odori, suoni, immagini che variano da contesto a contesto; le abilità fisiche vengono sempre messe in gioco sia negli spazi abitati dal gioco spontaneo che da quello condotto, dalla camminata all’attesa in silenzio quando in un incontro raccogliamo un saluto, un racconto.

In questo processo vario e variegato, i bambini osservano e ricercano, si pongono domande, fanno ipotesi, osservano ciò che accade e nello spazio legato alla riflessione trovano collegamenti con le canzoni e gli albi illustrati letti, lasciano tracce delle proprie intuizioni e scoperte su come funziona il mondo. Il loro sguardo si fa più acuto e interessato a ciò che accade attorno a loro e a ciò che loro stessi possono fare con le loro mani.
Un osservare e un potere che spesso non coincide con la narrazione di infanzia comune, che affonda le sue radici nell’attivismo come prospettiva pedagogica che fa della sperimentazione, dell’attività pratica, del lavoro di gruppo e dell’avvicinamento dei contenuti didattici ai contesti di vita il suo core, il suo centro. Il modello di apprendimento esperienziale sviluppato da David Kolb è la matrice in cui siamo immersi: un processo circolare in cui si succedono pianificazione e sperimentazione attiva, esperienza concreta e riflessione su di essa.

Crescere in Natura - Scuola Materna Peschiera Borromeo